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Precari storici non assunti, Tribunale di Roma ne risarcisce tre

articolo pubblicato il 17 febbraio 2017 - 16.40 in Politica Scolastica, Miur, Attualità, Didattica
Illecita reiterazione di contratti a termine, discriminazione e violazione di norme comunitarie imperative. Con queste motivazioni il Tribunale del Lavoro di Roma ha condannato il Ministero dell'Istruzione a risarcire tre precari "storici" della scuola con 100mila euro di risarcimento. Per i supplenti di lungo corso, uno dei quali ha iniziato il suo percorso di precariato dal 2006, quindi oltre dieci anni, si tratta di un parziale rimborso del trattamento iniquo cui sono stati sottomessi. E' quanto sottolinea il sindacato della scuola dell'Anief.

L'amministrazione scolastica è stata condannata con il massimo risarcimento consentito, anche recuperando gli scatti di anzianità, per non avere disapplicato la normativa che reitera i contratti a termine. Sulla decisione hanno pesato le recenti sentenze della Corte di Cassazione che hanno accertato il diritto dei precari a ricevere la stessa retribuzione del personale di ruolo e un risarcimento da una a dodici mensilità per l'abuso dei contratti a termine, dopo 36 mesi di servizio svolti su posti annuali. È la dimostrazione che la strada del ricorso in Tribunale rimane al momento l'unica percorribile.

Marcello Pacifico, Presidente dell'Anief spiega: "Sul tetto delle 12 mensilità per abuso dei contratti a termine siamo in attesa del parere della Corte di Giustizia Europea su ricorso sollevato dal Tribunale di Trapani. Noi è dal 2008 che denunciamo la disparità di trattamento tra personale precario e di ruolo. Una condizione, tra l’altro, sempre perpetrata dal legislatore e dal sindacato rappresentativo. Ora, finalmente, il vento sta cambiando".




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