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Concorso a cattedra? Oltre la metà dei posti resterà vacante

articolo pubblicato il 10 febbraio 2017 - 17.25 in Politica Scolastica, Personale, Reclutamento e Concorsi
Il Concorso a cattedra certifica un altro flop della riforma La Buona Scuola: meno della metà dei posti banditi a concorso sarà assegnato e moltissimi docenti resteranno precari a vita.

La denuncia arriva dal sindacato della scuola Anief, il quale segnala che in Lombardia, ad esempio, oltre la metà dei posti andrà persa (su 4.963 cattedre 2.505 risultano senza vincitori) e che per Matematica e Scienze la situazione è da allarme rosso (il 60% dei posti messi a bando non possono essere assegnati perché mancano candidati reputati idonei).

Siccome non ci sono più precari nemmeno nelle Graduatorie ad Esaurimento, 543 posti rimarranno vacanti; a questi, si aggiungono quelli dei docenti che chiederanno il passaggio di ruolo e i pensionamenti.

La proiezione nazionale è peggio delle previsioni più nere: oltre 30 mila posti persi su 63 mila messi a bando. E la soluzione proposta dal Governo nello schema sulla formazione iniziale del reclutamento non risolve il problema: per sette anni, nessuno immesso in ruolo in spregio alla continuità didattica e alle sentenze risarcitorie dei giudici.

"Se non si apre agli abilitati delle graduatorie d’istituto, peraltro tutti già formati e selezionati a partire dal 2011 per fare questo lavoro, nei prossimi anni la supplentite si allargherà a macchia d’olio", avverte il presidente del sindacato, Marcello Pacifico, prospettando una moltiplicazione dei precari in contrasto con l'obbligo di stabilizzazione chiesto dall'UE.

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