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Scuola, Mobilità docenti e Ata 2017: il contratto è da perfezionare

articolo pubblicato il 3 febbraio 2017 - 18.10 in Personale, Reclutamento e Concorsi
Il nuovo contratto che regola la mobilità di sede dei docenti e Ata, per l’anno scolastico 2017/18, va rivisto prima di essere sottoscritto in via definitiva, perché su diversi punti agisce palesemente contra legem: lo sostiene l’associazione sindacale Anief, alla luce della bozza sottoscritta il 31 gennaio scorso e pubblicata in queste ore, da cui si evince che Miur e sindacati rappresentativi stanno dimenticando di tutelare le posizioni di un alto numero di lavoratori della scuola. Nello specifico, il testo danneggia chi ha svolto servizio nelle scuole paritarie, chi ha periodi di precariato superiori a 4 anni per la mobilità d’ufficio oppure supplenze sul sostegno e ora ha intenzione di chiedere il passaggio sulla disciplina.

L’erroneità delle decisioni dell’amministrazione, prese di concerto con i sindacati rappresentativi, è supportata dalle sentenze dei tribunali del lavoro emesse proprio in questi giorni: già nel testo dello scorso anno erano, infatti, presenti le stesse norme lesive dei diritti dei lavoratori, perché si mancava di riconoscere pari dignità al servizio prestato presso le scuole paritarie, in aperto contrasto con il prescritto normativo. Stesso copione per il servizio pre-ruolo, che l'ipotesi contrattuale 2017 continua a non considerare per intero nella mobilità d'ufficio e nelle graduatorie interne d'istituto. E anche per il servizio prestato su posto di sostegno con contratti a termine, che non sarà ritenuto utile ai fini del raggiungimento del vincolo quinquennale per passare da posto di sostegno a posto comune.

“Un contratto che non tiene conto, nell'assegnazione del personale alle sedi, di tutti i periodi di servizio, ad iniziare dalle supplenze, è viziato da palesi disparità di trattamento. È una situazione che il nostro sindacato non può tollerare e, se confermate con la firma definitiva dell'accordo, non ci esimeremo dall'interessare nuovamente i giudici chiedendogli di ristabilire la legalità”, ha commentato Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal.
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